Troilo artista della RCA Victor
1. MANDALA TROILEANO
Anibal Troilo fue una
necesidad del tango.
Josè Gobello
Troilo ha inciso nella sua carriera di direttore 485 temi, la pubblicazione della RCA Victor si presenta come un catalogo quasi completo...Sempre più spesso, entrando in un negozio di dischi o sbirciando le offerte che la rete mette a disposizione attraversando i continenti, si ha l'impressione di trovarsi di fronte, o dentro, ad un mare agitato da una condizione parossistica.
Poche isole allettanti si offrono come punti di riparo o di sosta, come luoghi dove poter respirare abbandonandosi al piacere di un ascolto appagante.
Una di queste isole, anzi un arcipelago composto da ventisei isole, ha appena fatto capolino all'orizzonte, come un atollo corallino, dal gran magma discografico: è la nuova collana che ha l'intenzione di pubblicare, nel corso dell'anno, tutta l'opera incisa per la RCA Victor da Anibal Troilo.
L'importanza di questo progetto sta soprattutto nella sistematicità con cui sono state pensate le singole compilazioni che figureranno in ogni cd e nella cura delle note di copertina che li accompagneranno.
Certo , da quando l'interesse per il tango è riesplosa su scala mondiale, i nuovi collezionisti si sono dovuti accontentare di raccogliere un materiale discografico, rimasterizzato o semplicemente convertito in formato digitale, che molto spesso è carente dal punto di vista delle informazioni e altrettanto spesso è presentato sotto una forma antologica raccolta tra il caso ed il caos, senza alcuna ipotesi sistematica e con ripetizioni nei titoli contenuti.
Oggi l'operazione editoriale inerente alla relazione Troilo-RCA Victor, è un primo passo che risponde alla necessità di ristabilire un ordine preciso attraverso cui approfondire un'opera che si erge come pietra miliare nella storia del tango, acquisendola in maniera esauriente.
Il valore di questo riordino, che ci auspichiamo interesserà l'intero corpus di documenti lasciati in eredità al terzo millennio dagli artisti del tango, è tanto più interessante quanto più si rivolge ai musicisti che hanno diretto la propria orchestra per diversi decenni, come nel caso di Troilo.
Riprendere le registrazioni di Troilo per avventurarsi in questo lavoro di catalogazione intelligente, è stato un nobile atto di volontà che ha approfondito una precedente collana edita in 16 cd con il titolo Obra Completa en RCA, ma anche il gesto riparatore di una leggerezza che ha visto responsabili le strategie aziendali della RCA Victor in Argentina.
In sostanza quello che è accaduto negli anni più bui conosciuti dal tango, periodo che possiamo delimitare tra la seconda metà degli anni '50 e la stupefacente rinascita di questa musica su scala mondiale che data i primi anni ottanta, è che le grandi case discografiche avevano deciso di fare spazio nei propri archivi distruggendo tra l'altro le matrici dei dischi di tango, ritenute obsolete (lo stesso sacrilegio è stato compiuto, però in questo caso in maniera irreversibile, per gli archivi televisivi i cui documenti sono stati riutilizzati sovraincidendo le pellicole, quindi lasciando pochissime immagini relative alle orchestre di tango che avevano partecipato a moltissime trasmissioni, sia da protagoniste che da semplici ospiti).
Per poter realizzare la nuova collana, il curatore Victor Pintos ha dovuto quindi ricorrere alla trasformazione in cd dei dischi originali, completando il lavoro con un contributo multimediale per cui si potranno leggere (e non scaricare) sul computer una serie di informazioni specifiche per ogni compact, da un archivio iconografico a tutti i testi, dalle formazioni alle notizie relative alla vita dell'orchestra nel periodo delle relative registrazioni. Pichuco è stato per due lunghissimi e significativi periodi artista della RCA Victor. Tutte le sue incisioni dal 1941 al 1949 (raccolte in 12 cd di questa collana) e dal 1961 fino alla fine della sua carriera (risultanti negli altri 14 cd che completano la collana) sono state prodotte da questa etichetta, mentre nel periodo che va dalla fondazione dell'orchestra al 1940 ha registrato solo due temi per Odeon e nella decade del cinquanta si è diviso tra la TK (con cui ha registrato 98 brani) e, in parte minore, ancora Odeon (in parte minore con 24 brani). A proposito del secondo periodo con la RCA Victor, bisogna precisare che questo termina nel 1971 quando Troilo non entrerà più in una sala d'incisione per i restanti quattro anni della sua vita.
Quindi, considerando che Troilo ha inciso nella sua carriera di direttore 485 temi, la pubblicazione della RCA Victor si presenta come un catalogo quasi completo della sua opera.
Visto in questa prospettiva, il finalizzarsi della ricca raccolta porta con se i fremiti di un'ebbrezza pari a quella che potrebbe scaturire dalla contemplazione di quelle ricche, rare e segrete opere tessili quali sono i mandala.
L'opera di Troilo è essa stessa un mandala con la pregnanza di un vasto disegno contrappuntistico, la cui architettura è tramata per interne, illuminanti corrispondenze.
Un mandala vorrebbe essere anche il progetto di accompagnare l'uscita di queste opere troileane con una loro analisi ma soprattutto con una serie di memorie, un regesto di aneddoti, emozioni, curiosità, tessute tra di loro nell'arco di un anno e con appuntamenti di periodicità variabile, in modo da concludere il ciclo con un ritratto artistico, umano e troppo umano, in occasione del ricorrente trentennale della scomparsa di Pichuco nel maggio 2005.
Il suo disegno seguirà fedelmente quello dell'uscita dei documenti previsti che, alla luce di quanto traspare dai primi sette cd prodotti a tuttoggi, non segue un criterio cronologico.
Per tutti coloro che amano il tango l'occasione di riascoltare Troilo è sempre un'esperienza della prima volta: pochi spiriti che si sono espressi attraverso questa musica compaiono così lucidi da saper sostenere il ruolo di sciamano della propria statura interiore.
Egli sa dire nel modo più vero e attraverso la musica, l'inconsistenza straziante della vita, la sua natura d'aria sfasata tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, il suo essere puro ricamo d'illusioni su di un'intelaiatura di fumo o di un niente vuoto ed intransitabile come un castello kafkiano, una muraglia cinese, un Himalaya.
Il soffio potente della sua idea musicale non slitta mai sui timbri di un fraseggio crepuscolare, ma è per così dire incarnato in una dimensione epica che scopriamo ogni qual volta il ritmo si dilata al tocco delle sue dita artigiane, aprendo e chiudendo il mantice del bandoneon come fosse uno scrigno di memorie, tanto più preziose quando tutto parrebbe sigillare nell'oblio le loro voci.
Ma la dolcezza della memoria non è che un altro volto della nostalgia: la ascoltiamo in Troilo riprendere lungo la traiettoria curvilinea del tempo gli intensi registri epifanici che i dolci riflessi verlainiani gettano sulla sua vita fatta di amicizie, amori, desideri, notte, poesia, quartieri, vizi.
E' l'altrove annidato nel presente di cui ci fa emozionante dono, vestendolo della grazia di chi danza sul fondo della malinconia, accompagnato al sentimento stupito di ciò che resiste nonostante lo sgranarsi del rosario dei giorni, in una fragile precarietà di fata morgana sempre sul punto di evaporare nel nulla.
D'altronde nessun altrove/memoria può essere veicolo di verità se non sa farsi dialogo, aprirsi ad uno scambio, prendere le forme simboliche del dono. L'altrove deve poter essere attraversato, e Troilo attraversa il tempo della memoria come una presenza d'aria e di luce non protetta da alcuna illusione.
Siamo ancora una volta pronti ad ascoltare il suo cuore palpitare insieme al bandoneon nell'ampio spettro che dal silenzio giunge al grido, dal brivido alle imprese della passione, dalla tensione tormentosa all'inarcarsi del desiderio, in una regia spontanea dai mille rivoli cangianti fioriti di gesti antiteorici e quindi pervasi da un sentimento vivo e vero dell'umano.
Troilo, questo nome che rimanda al focoso principe schakespeariano che si innamora di Clessidra: sembra legittimo coltivare la fantasia che, dietro le quinte del suo teatro di sogni e lagrime vere, sia lui stesso ad attendere ancora trepidante il dono del nostro ascolto, del nostro batticuore che lo mantiene vivo tra di noi.
©2004 Franco Finocchiaro
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