Troilo artista della RCA Victor

3. TROILO ANTE TROILO

Il primo anno chiave per il giovane Troilo è stato il 1929, quando si può dire che ha iniziato a svolgere l'attività del musicista di professione, suonando per un paio di mesi al Cafè Germinal con l'orchestra diretta da una celebrità della guardia vieja quale il bandoneonista Juan Pacho Maglio. I primi passi musicali di Troilo, avvenuti nel 1925, si sono inquadrati in una nuova fase del tango. Da un lato quella che è coincisa con la sua diffusione in tutti i tipi di spettacolo, dal teatro di rivista al sainete , dalle trasmissioni radiofoniche al cinema muto.
Dall'altro lato quella relativa ad una vera e propria aria di rinnovamento del suo profilo musicale che dal 1924 è stato rivoluzionato dal violinista Julio De Caro a capo di uno storico sestetto che dava il via alla cosiddetta guardia nueva o più precisamente chiamata epoca decareana in quanto la guardia nueva ha uno sviluppo pluri-generazionale che arriva almeno fino alla generacion del '55, prologo del tango della cosiddetta vanguardia.
I suoi collaboratori nel sestetto originario erano la coppia di bandoneones formata da Pedro Maffia e Luis Petruccelli, i fratelli Francisco al pianoforte ed Emilio al secondo violino, e il contrabbassista Leopoldo Thompson. Presto la coppia di bandoneonisti diventa la più straordinaria che il tango abbia potuto contare: Pedro Laurenz si affianca a Pedro Maffia. Quindi Pedro Maffia è sostituito da Armando Blasco, mentre alla morte improvvisa del trentacinquenne Leopoldo Thompson, il contrabbasso è affidato ad Enrique Krauss.
Questo rinnovato assetto stilistico in cui al solare tango della guardia vieja si erano aggiunte le ombre introdotte dai temi melodici e melanconici del tango cancion, sarà la fonte principale a cui guarderà tutto il tango degli anni a seguire, salvo alcune eccezioni quali tra tutte l'antidecareano per eccellenza Juan D'Arienzo (che peraltro nella sua prima orchestra del 1929 mostrava una certa parentela con le tessiture musicali ideate da De Caro).
Troilo è sensibilmente influenzato da questo modo di concepire il tango a tal punto da provare a ricrearne lo stile con un quinteto da lui stesso diretto nel 1927, nella stagione del Cine Palace Medrano (all'incrocio tra Corrientes e Medrano, nel suo barrio del Almagro).
In questo cinema, di seconda classe ma molto famoso nel quartiere per la sua posizione e perché vi si concentrava l'esclusivo carnevale del barrio Almagro al momento delle premiazioni delle cumparsas migliori, la primissima formazione guidata da Pichuco si alternava con l'orchestra di jazz diretta dal fratello di Ricardo Tanturi, Antonio, anch'egli pianista.
Nel gruppo di Troilo figurava Hector Lagna Fietta, un ottimo pianista che avrebbe trovato la sua vera vocazione nel jazz, a cui dava il cambio Miguel Nijensohn, eccellente musicista atteso da un futuro brillante nell'orchestra di Miguel Calò in cui è stato anche il principale arrangiatore: con Nijensohn, Troilo aveva suonato in precedenza, quando sempre nel 1927 si presentava al Cafè Rio de La Plata (situato all'incrocio tra Puyrredon y Gaona) con un trio in cui il terzo componente era il violinista Domingo Sapia.
Dopo questo trio e prima del quinteto, Troilo aveva avuto altre esperienze musicali, dal cuarteto de senoritas al Cafè Ferraro (all'incrocio tra Cordoba y Puyrredon) che Troilo stesso considera come il suo esordio ufficiale "con el bolsillo llenos de miedo", all'orchestra diretta da Eduardo Ferri che proponeva un poutpourri di generi diversi.
Il primo anno chiave per il giovane Troilo è stato il 1929 quando si può dire che ha iniziato a svolgere l'attività del musicista di professione, suonando per un paio di mesi al Cafè Germinal con l'orchestra diretta da una celebrità della guardia vieja quale il bandoneonista Juan Pacho Maglio, e approdando nell'orchestra guidata dal violinista Alfredo Gobbi che si esibiva al Cine Juan de Garay.
Nel sestetto di Gobbi, completato dal bandoneonista Alfredo Attadia, dal violinista Josè Goni, dal contrabbassista Luis Pucherito Adesso, figurava anche Orlando Goni, un pianista coetaneo di Troilo che sarebbe diventato uno degli elementi cardinali nel definire l'inconfondibile stile della prima orchestra di Pichuco.
Il disastro finanziario che nell'ottobre del 1929 ha determinato il crollo della borsa di Wall Street, inizia ad avere ripercussioni gravissime sull'economia argentina, legata a doppia mandata con quella anglosassone.
I guasti sociali della recessione culminano nel primo golpe militare guidato dal generale Josè Felix Uriburu che il 6 settembre del 1930 destituisce ed imprigiona il presidente radicale Hipolito Yrigoyen, in carica per il suo secondo mandato.
Dopo sessantotto anni di vita costituzionale, iniziava per l'Argentina un periodo nero che si protrarrà fino al 1943 e sarà battezzato dal giornalista Josè Luis Torres Decada Infame.
Nel frattempo nei cinema di Buenos Aires si poteva assistere alle prime pellicole che si interessavano al tango potendo vantare il suono sincronizzato con un disco (Mosaico Criollo, Al cantar de mi ciutad, Adios Argentina,…grande successo fu la ripresa con il sonoro di Flor de fango, in cui si poteva ascoltare sul fondo gracchiante la voce di Ada Falcon che intonava un tango).
Intuendo la portata che la novità poteva offrire alla sua carriera, Gardel realizzava con la regia di Eduardo Moreno, dieci cortometraggi che riprendevano altrettante interpretazioni canore con la neonata tecnologia del sonoro e in cui comparivano tra gli altri Enrique Santos Discepolo (Yira, yira), Francisco Canaro (Rosas de otono) o il porta Celedonio Flores (Mano a mano).
L'anno 1930 è anche quello della nascita di un'orchestra mitica nella storia del tango, anche perchè non ne è rimasta alcuna testimonianza discografica, ma solo le sbiadite voci di alcuni testimoni che si sono trasmesse nel tempo forse amplificate dal successo artistico che potevano vantare, e sempre di più, i protagonisti di quella esperienza. La capeggiavano il violinista Elvino Vardaro ed il pianista Osvaldo Pugliese, mentre il secondo violino era el violin romantico del tango Alfredo Gobbi: un trittico da capogiro.
Nelle esibizioni al Cine Metropol, l'orchestra si avvaleva della coppia di bandoneonisti formata da Anibal Troilo e da Migliel Jurado, finchè a quest'ultimo è subentrato uno dei musicisti che maggiormente hanno contribuito a formare lo stile strumentale di Troilo, il cordobese Ciriaco Ortiz; il contrabbasso era suonato da Luis Adesso ed appariva anche un estrebillista di origini uruguayane, Luis Diaz.
Nell'orchestra Los Provincianos che Ortiz crea nel 1931 per suonare nel citato Maipù Pigalle, approda anche Troilo. L'organico che ha lasciato alcune registrazioni per l'etichetta Victor tra cui una versione di La cumparsita, prevedeva un terzo bandoneon (Horacio Gallino); il grande Elvino Vardaro come primo violino, mentre il ruolo di secondo era affidato a Manuel Nunez; la sezione ritmica formata dal pianista Orlando Carabelli e dal contrabbassista Manfredo Liberatore.
Nello stesso anno Troilo entra a far parte dell'orchestra di Orlando Carabelli e di un gruppo storico istituito semplicemente per realizzare incisioni dalla casa Victor. La cosiddetta Tipica Victor che in quel periodo era diretta dal bandoneonista Federico Scorticatti, ha lasciato nel corso della sua esistenza oltre 400 temi registrati con varie formazioni.
Nel 1932 il tango registra due avvenimenti significativi: la rinascita della milonga e la moda dei gruppi composti da molti musicisti.
Il primo fatto avviene ad opera del sodalizio tra il pianista Sebastian Piana e Homero Manzi, un giovane e quasi sconosciuto poeta che si era dedicato a scrivere tanghi, lavori teatrali, resoconti giornalistici, dopo che nel 1930, grazie alla stretta di vite imposta dal golpe, era stato espulso dalla Facoltà di Diritto dove ai panni dello studente aveva preferito quelli dell'attivista politico.
Manzi sarebbe diventato uno dei principali creatori di testi dell'intera storia del tango, ma soprattutto un partner ideale per Troilo con il quale ha scritto, in perfetta simbiosi, diversi capolavori del genere.
Il secondo fatto è stato liquidato parlando con superficialità di sinfonismo, ma in effetti si riferisce in parte alla massa sonora che una orchestra allargata nel numero poteva ed aveva necessità di esprimere, in parte ad un pugno di composizioni che avevano l'ambizione di svilupparsi su una trama strutturale senza dubbio più complessa di quella standardizzata nelle classiche due o tre parti.
In effetti una pagina come Halcon negro di Francisco Canaro che può identificarsi come il paradigma del cosiddetto sinfonismo, è tutt'altro che sinfonica, ma semplicemente più articolata e con una orchestrazione che si avvale di un organico più ampio di quello abituale nell'orquesta tipica.
Bisogna dire che, per un direttore, l'attrazione verso la grande orchestra con i suoi timbri e i suoi colori, è senza dubbio assai seducente. La strada aperta da Canaro, suggestionato dalla grande orchestra jazz di Paul Whiteman che ha finito per imitare quando suonava al Cabaret Les Ambassadeurs (inaugurato nel 1934 nel luogo dove sorgeva il mitico chateau Armenonville), è stata quindi tentata con esiti alterni da altri musicisti che avevano le conoscenze minime per poterla provare. Tra questi Julio De Caro che si lancia in questa avventura dirigendo una grande orchestra realizzata dall'emittente Radio Splendid e quindi portata sul palcoscenico del Cine Astor.
L'organico comprendeva, oltre che un cantante (Antonio Rodriguez Lesende), due contrabbassi (Vicente e Josè Sciarreta), due pianoforti (Francisco De Caro e Josè Maria Rizzuti), cinque violini (Julio De Caro, Vicente Tagliacozzo, Sammy Friedenthal, Josè Nieso, Samuel Reznik) e cinque bandoneones tra cui figurava anche Anibal Troilo che, in questa circostanza, ha potuto sedersi al fianco di uno dei principali capostipiti del bandoneon: Pedro Laurenz. Completavano le fila Calixto Sallago con Armando e Alejandro Blasco. Il tango stava trasformandosi sempre di più in una musica da ascoltare più che da ballare, cosicché i suoi successi radiofonici e teatrali, corrispondevano ad un'accoglienza sempre più tiepida dei ballerini che preferivano sperimentare i nuovi balli provenienti dal nordamerica. Nonostante questo un illustre e sensibile poeta andaluso protagonista di una visita accolta trionfalmente a Buenos Aires scrive che "el tango abre en el crepuscolo sue mejores abanicos de lagrimas" (il tango apre nel crepuscolo i suoi migliori ventagli di lagrime).
E' Federico Garcia Lorca, siamo nel 1933 e oltre la tumultuosa vita notturna, la radio ed il teatro, ad occuparsi di tango è il cinematografo che finalmente può vantare le prime realizzazioni sonorizzate con il sistema ottico ( la banda sonora viene impressa al margine della pellicola).
Le prime due pellicole a lungo metraggio realizzate con questo sistema trattano infatti di tango e sono Tango!, prodotto dalla Argentina Sono Film e Los tres berretines, prodotto dalla Luminon.
In questo secondo film, il cui titolo si può tradurre in italiano come "Le tre fissazioni", e che allude agli interessi popolari che infiammano i rioplatensi, cioè al calcio, al cinema e al tango, oltre alla presenza dell'orchestra di Osvaldo Fresedo, fa una fugace apparizione Troilo il quale accompagna, con il violinista Vicente Tagliacozzo ed il pianista Josè Maria Rizzuti, il tango Araca la cana, cantato da Luis Diaz.
In questo anno Elvino Vardaro riprova a formare un suo sestetto, questa volta dirigendola da solo, e convoca Anibal Troilo per suonare al Tabaris e al Cafè Germinal.
Oltre a Vardaro e Troilo che sarà il primo bandoneon, il gruppo è composto da Jorge A. Fernandez al secondo bandoneon, Josè Pasquali al pianoforte, Francisco De Lorenzo e in un secondo momento Pedro Caracciolo al contrabbasso, Hugo Baralis coetaneo di Troilo e talentuoso violinista, figlio di uno dei primi contrabbassisti di tango suo omonimo e di natali italiani (Cuneo).
Il suo suono caldo nasce suasivo, stringendo insieme nel suo fuoco di passionale reverie il volto crudele e quello dolce dei sentimenti; la cullante raffinatezza del suo fraseggio di ispirazione vardariana è espressa tecnicamente con una perfetta intonazione; il destino di Baralis sarà quello di essere collocato nell'Olimpo dei principali violinisti della storia del tango, con il già nominato Alfredo Gobbi, il capostipite Vardaro ed un piccolo manipolo di pochi altri artisti.
Durante questa stagione nell'orchestra di Vardaro, Troilo compone il suo primo tango sui versi di un amico, Hector Gagliardi. Il brano intitolato Medianoche (omonimo di quello composto da Alberto Tavarozzi ed Eduardo Escaris Mendez che registrerà nel 1952 con la voce di Raul Beron per TK) , è stato presentato al Cafè Germinal dalla voce di Francisco Fiorentino, ma non è mai stato inciso.
In effetti, il primo titolo dell'opera compositiva di Troilo non è un tango ma un vals, sempre del 1933, intitolato Flor de amor, il cui testo è stato scritto da Luis Bernstein.
Nell'anno 1934, con Jorge A. Fernandez e Hugo Baralis, Troilo è ingaggiato dall'orchestra del pianista Angel D'Agostino che per la prima volta costituisce un gruppo con cui dedicarsi esclusivamente al tango. Al Cabaret Casanova l'orchestra si presenta con tre bandoneones (il terzo è Josè Vassallo), due violini, la ritmica ed il cantante rosarino Alberto Echague che di lì a poco sarebbe diventato uno tra i cantanti più importanti nella storia dell'orchestra di Juan D'Arienzo.

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