Troilo artista della RCA Victor
3. ESTILO TROILO
Mi orquesta toca y tocarà como si tuviera que acompagnar a Gardel. Solo eso.
Anibal Troilo
Il 1937 è l'anno in cui Anibal Troilo si mette in proprio.
Le ultime esperienze di orchestrale lo vedono, nel primo semestre dell'anno, partecipare all'accompagnamento del famoso trio Irusta-Fugazot-Demare in sostituzione di Hector Maria Artola; apparire nel cartellone del Teatro Politeama fra i componenti dell'orchestra di Juan Carlos Cobian; suonare a Radio El Mundo e nella boite Charleston di Calle Florida con l'orchestra di Ciriaco Ortiz.
La grande occasione per formare una sua orchestra accade proprio in corrispondenza dello scioglimento dell'orchestra di Ortiz, quando è interpellato dal Cabaret Marabù che aveva aperto le sue porte nel 1935 in Maipù, tra Corrientes e Sarmiento, nel barrio di Caballito di fronte al Maipù Pigalle, successivamente Casanova.
Troilo riunisce molti dei membri del'ex orchestra di Ortiz ed accetta l'ingaggio che prevedeva due spettacoli al giorno, uno pomeridiano ed uno serale.
Un cartello sulla porta del locale invita così il pubblico ad entrare: "todo el mundo al Marabù la boite de mas alto rango donde Pichuco y su orquesta haran bailar buenos tangos".
Nella storica data del 1 di luglio del 1937, debuttava la prima vera orchestra di Anibal Troilo con il nome di Orquesta Pichuco e con una divisa blu cucita dal cantante dell'orchestra stessa, l'ex sarto ed ex bandoneonista Francisco Fiore Fiorentino nell'atelier del fratello Tito. Oltre al cantante, l'organico identico a quello di Ortiz presentava tre bandoneones ( Anibal Troilo, Juan Manuel Ramirez, Roberto Yanitelli, presto sostituito da Eduardo Marino), tre violini ( Josè Stilman, Pedro Sapochnik, Reynaldo Nichele, rimpiazzato da Hugo Baralis), il pianoforte di Orlando Goni ed il contrabbasso di Juan Fassio.
Nel 1938, l'anno in cui Troilo si sposa con Dudui Ida Calahi soprannominata Zita, una ragazza di origini greche che lo accompagnerà per tutta la vita, l'organico acquista il quarto violino con il ritorno di Reynaldo Nichele, mentre Stilman è sostituito da David Diaz.
L'orchestra è impegnata in trasmissioni radiofoniche su Radio Splendid, dove gli viene impedito di usare il soprannome di Pichuco con cui era conosciuto; in serate al Cafè Germinal, ma soprattutto nella sua prima seduta di incisione.
Sarà l'unica di Troilo con Odeon in quegli anni, visti i rapporti problematici che intercorrevano tra l'artista e l'etichetta, posizioni conflittuali che hanno determinato un lungo silenzio discografico durato fino al 1941, anno in cui scadeva il contratto con Odeon e in cui è avvenuto il passaggio di Troilo alla RCA Victor con cui pubblicherà gran parte delle testimonianze discografiche lasciate alla storia del tango.
Sono registrati Comme il faut e Tinta verde, composti rispettivamente da Eduardo Arolas ed Agustin Bardi, emblematici padri della composizione nel tango.
Il risultato dell'esecuzione è eccellente per la musicalità dell'orchestra, spinta con sveltezza su un compas di marca darienziana da una poderosa sezione ritmica, e per la qualità tecnica della ripresa del suono che allora avveniva usando soltanto un paio di microfoni e facendo suonare tutta l'orchestra in diretta.
L'attività musicale dell'orchestra è fittissima come per tutte le migliori compagini della favolosa decada del quaranta, una vera e propria età dell'oro in cui da ogni angolo di Buenos Aires risuonava il tango nella forma del suo massimo splendore.
Nel 1940, iniziato con il debutto su Radio El Mundo e le esibizioni al Salon Palermo Palace, l'orchestra acquista un altro solidissimo pilastro quando Enrique Kicho Diaz subentra a Juan Fassio nel marcar el compas con il contrabbasso. Intanto l'organico, oltre all'ingresso del nuovo contrabbassista, è rinfoltito e presenta 5 bandoneones.
Ai tre della formazione stabilizzatasi nel 1937 si aggiungono il fratello maggiore di Troilo, Marcos nato nel 1910, ed il giovane talento diciannovenne Astor Piazzola, entrato nell'orchestra nel dicembre del 1939 con la raccomandazione di Hugo Baralis e presto chiamato anche a sostituire occasionalmente il geniale ed eccentrico pianista Orlando Goni, o a proporre arrangiamenti, il primo dei quali è scritto sulla milonga candombeada intitolata Azabache (carbone) del prodigioso violinista Enrique Francini con testo di Homero Exposito, seguito da quello sul bellissimo tango Inspiracion, composto nel 1929 da Peregrino Paulos con parole di Luis Bernstein.
El Gato, come lo soprannomina Troilo, era un suo entusiasta ammiratore fino a conoscerne tutto il repertorio a memoria, ma il suo desiderio di approfondimento musicale lo spingeva ad esulare dal tango sconfinando in studi classici sotto la guida del principale compositore argentino, Alberto Ginastera.
Piazzolla doveva comunque frenare la sua inquietudine in quanto l'orchestra di Troilo aveva già acquisito una personalità che rispecchiava con chiarezza le idee musicali del suo direttore.
Era il risultato del proverbiale puntiglio di Troilo nell'esercitare la sorveglianza sull'altrui lavoro di arrangiamento, intervenendo su tutto ciò, illuminazioni comprese, che potesse inquinare la sua idea, tanto precisa quanto istintiva ,di come avrebbe dovuto suonare il brano in questione.
Così le onde e gli attriti, le tensioni e le cadenze che irrigidiscono e sciolgono a turno lo scorrere del fatto musicale, ha seguito un gusto di misure e pesi che fa capo ad una forza centripeta introspettiva.
Questo viaggio mentale proietta la scrittura musicale all'obbedienza verso i dettagli, calamitando la musica in un preciso clinamen del sentire.
Facendosi, per così dire, visitare dalla vita nelle proprie incertezze e fragilità di artista, Troilo ha propiziato le condizioni per una creazione estetica che ha aggirato l'estetismo senza ridursi ad abbandono mimetico o descrittivo.
Certamente la cifra non è nata dal nulla, ma si è precisata lasciando sempre più sfumate in lontananza le tracce degli dei che popolavano l'imprinting decareano, segnando tre cicli successivi e in progress: il primo molto simile al modello originale per la distribuzione delle parti strumentali e la fattura dei contrappunti; il secondo in cui la personalità di Troilo fa emergere nello stesso quadro, gli elementi che saranno caratteristici del suo stile; il terzo coincide con la maturazione di una vera e propria estetica, in cui anche la cornice decareana è superata, con l'introduzione di una ripartizione nuova e più elastica delle funzioni affidate alle diverse sezioni degli strumenti musicali.
In tutti questi passaggi che si riferiscono all'evoluzione musicale dell'orchestra di Troilo, esiste una costante che si è messa in evidenza sin dal suo esordio come direttore: si tratta della posizione privilegiata mantenuta dalla relazione a tre che si innesca tra il testo, la musica ed il canto.
Troilo ha bisogno di una storia evocativa, di quel melodramma dalla bruciante rapidità di un flash che è una letras de tango, quando questa è scritta da parolieri che posseggono il dono felice di un linguaggio vero ed insieme poetico.
Quando poi tra le sue mani giungono scene dal sentore dostoevskjiano in cui la vita celebra il fuoco preistorico e irriducibile del suo dolore d'esistere, Troilo diventa il melodista perfetto per tradurre il loro pathos nel disegno sottile di una finissima scrittura musicale.
A questo punto il canto acquista un valore essenziale, meritando di trovare nell'ambito dell'orchestra un posto che in precedenza non aveva mai avuto, perché era affidato alla figura del cantor nacional ed al suo tradizionale accompagnamento che vedeva protagoniste le chitarre, peraltro estromesse dalle formazioni orchestrali a seguito dell'affermazione del bandoneon.
Questa esigenza poetica, è stata la leva che ha fatto nascere nell'orchestra di Troilo il ruolo del cantor de orquesta con il conseguente tramonto dell'estribillista, che era comparso per la prima volta nell'orchestra di Francisco Canaro del 1926 nella persona di Roberto Diaz: erano finiti i tempi in cui il cantante era un corpo estraneo all'orchestra e presto sarebbero arrivati i tempi in cui la popolarità avrebbe contribuito ad emanciparlo ancora di più, facendogli indossare i panni del produttore di se stesso, trasformandolo in cantor solista con tutta un'orchestra alle sue dipendenze.
Gli anni '40 hanno segnato e in parte circoscritto una precisa epoca in cui la concomitanza tra la qualità dei testi poetici, la intensità delle interpretazioni canore, la sensibilità degli arrangiamenti e delle composizioni musicali, hanno concorso al successo dell'orchestra di Troilo che faceva di questi tre punti la propria forza e la propria unicità.
Il cantante troileano è quindi un ulteriore elemento integrato nell'orchestra e saranno creati per il suo accompagnamento le situazioni musicali più idonee a farlo esprimere al meglio. Inoltre il fatto più importante è che sarà chiamato ad interpretare tutto il testo e non solo il frammento relativo ad una delle sue parti.
A questo proposito bisogna ricordare che il primo tra i cantanti d'orchestra che si sono cimentati nell'interpretazione di un testo completo è stato Carlos Dante, nelle incisioni del 1929 realizzate in Spagna per l'etichetta Regal con l'orchestra di Rafael Canaro.
Dopo di lui è stata la volta di quello che con Anibal Troilo sarebbe diventato a tutti gli effetti il primo cantor de orquesta Francesco Fiorentino: la testimonianza risale ad una incisione del 1934 per la RCA Victor in cui smettendo i panni dell'estribillista Fiorentino canta tutto il testo che Oreste Cufaro aveva scritto per il tango Serenata de amor, composto dal direttore dell'orchestra protagonista del disco in questione, il violinista uruguayano Roberto Zerrillo.
Per Pichuco il poeta ed il cantante sono due alleati che hanno ricoperto un ruolo fondamentale nella messa a fuoco del suo stile, facendo da cassa di risonanza che ha sottolineato come la sua opera sia la reiterata testimonianza di un dolore, di una vita che brucia alienandosi, sottraendosi alla possibilità di essere assaporata nel miele divino dell'attimo, nell'incanto del qui e ora di cui la boheme praticata notte dopo notte non è che una tragicomica maschera.
L'importanza del cantante per Troilo è centrale a tal punto che quando nel 1940 Alberto Castellanos lo interpella per proporgli un contratto con la celebre emittente LR1 Radio el Mundo, a patto che alle trasmissioni partecipasse solo l'orchestra senza alcuna voce che cantasse, Pichuco rischia di perdere questa importante opportunità proponendo una condizione irrevocabile: o col cantante Francisco Fiorentino o non se ne fa nulla.
Quando Troilo nel 1941 firma il contratto che lo legherà per tutta la decada de oro alla RCA Victor, il cantante è ancora Francisco Fiorentino, il primo a potersi fregiare del titolo di cantante de orquesta.
Intanto in Argentina si iniziano a sentire le ripercussioni della guerra che sta flagellando l'Europa e sta dilagando a livello mondiale. Mancano beni di consumo fino allora importati dal vecchio continente e questo fa crescere il numero di piccole industrie che provvedono alla produzione di ciò che serve, anche se su standard di qualità ridimensionati.
©2004 Franco Finocchiaro
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